Gli ultimi appunti di Josè Saramago

"Penso che nella società attuale ci manchi la filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo determinato, come la scienza che invece procede per soddisfare i suoi obiettivi. Ci manca la riflessione, pensare, necessitiamo del lavoro di pensare e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte." Gli ultimi appunti di Josè Saramago

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lunedì 17 maggio 2010

E’ la mente che fa sani o malati

Perdersi è cosa semplice quando le idee non sono governate dalla programmazione. Il desiderio di autonomia intellettuale facilmente si scontra con le incombenze quotidiane. La voglia di evasione fa a pugni con il dover star seduti sulla sedia, imperterriti verso la meta.
Qual è la meta? Ogni tanto, come fosse un dono di grazia, lo riscopro. Riassesto le vele e capisco qual è la direzione da seguire.
Come stamattina. Come ieri sera. Come stanotte. Capitano momenti in cui la mente riacquista lucidità e gli occhi si sbarrano, non per paura, ma perchè hanno visto qualcosa di inaspettato, di nuovo, di non previsto. Lo status quo viene ribaltato. L’intuizione vede balugini all’orizzonte. Dai rami dell’ingegno si dipartono stormi di creatività migranti. E all’alba è tutto di nuovo limpido. Tutto sereno, riposato, pronto a rimettersi in marcia.
Il pensiero sensibile e l’emozione. Il sangue e il midollo. Le ossa e i neuroni. E’ la luce il segreto ineffabile del movimento. Basta guardare le api, che al calar del sole arrestano la loro laboriosità e il loro ingegno. Il buio arresta la loro azione, la luce lo ripristina.
Così le idee e la verve umana. Serve la luce del giorno che nasce per ridare forza alla maieutica interiore. La notte sarà servita per rinvigorire le membra stanche, per risanare i conflitti apostati, per riportare la passione al livello superiore.

lunedì 26 aprile 2010

IL 25 APRILE A PREDAPPIO

Ieri pomeriggio girovagavo per le colline forlivesi quando mi è venuta la curiosità di andare a vedere che aria tirasse a Predappio, il paese che ha dato i natali al duce. E', come tutti i paesini dell'appennino forlivese, un luogo molto accogliente, che tuttavia brulica di negozi di souvenirs sul fascismo.
Ieri la ricorrenza del 25 aprile è caduta in un momento politico molto delicato, ma questo non ci ha impedito di ricordare e commuoverci, commemorando le gesta di quei coraggiosi uomini e donne che per amore di libertà diedero tutto, finanche la vita.
Quello che ho visto a Predappio è riassumibile in due parole e una fotografia.
Le due parole: tutti i negozi che vendono articoli sul duce e il fascismo erano aperti.
La fotografia.

Non amo le forme, non mi piacciono le celebrazioni omologate, ma forse comuni con una storia così difficile come questo potrebbero, per liberarsi di un giogo tanto pesante, impegnarsi un pò di più in giorni così pregni di memoria.
Non sono la persona più adatta a orientare i principi etici. Riporto invece le parole di chi, combattendo in prima persona prima e governando la repubblica dopo, così si esprimeva riguardo l'ideologia della scelleratezza:


« Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fascismo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui."

S. Pertini

lunedì 19 aprile 2010

WI-FI E LA SINDROME DELL'ARRETRATEZZA

Sono stata a Bologna la settimana scorsa e per quasi tutto il tempo ho tenuto l'ipod touch in mano per effettuare un mini-monitoraggio sullo stato delle reti wi-fi in città. Volevo infatti arrivare da un capo all'altro della città orientandomi con mappe su internet, usando skype per comunicare (se  abbiamo una rete wi-fi possiamo quasi azzerare i costi della telefonia mobile), cercando informazioni sui servizi strada facendo, e, di straforo col cellulare, verificare la presenza di bluetooth marketing. Insomma volevo vedere Bologna in rete girando per Bologna.

venerdì 16 aprile 2010

SBIRULINO SI STRUCCA

Ci sono coppie nella storia che hanno senso e significato solo grazie all'altro e viceversa. Giulietta e Federico. Franca e Dario. Sandra e Raimondo. E noi le abbiamo conosciute come un tutt'uno, un unicum di bellezza. La loro forza era nel due che sono uno, nella fusione, nella cooperazione. Il male al petto che sento è sempre di uguale intensità quando questi straordinari esempi di vita in qualche modo scompaiono da questo mondo fenomenico.

venerdì 2 aprile 2010

MANDORLI IN FIORE


Ogni festività, oggi per lo più classificata in chiave religiosa, nasce in realtà da processi e passaggi della Natura. Mentre Natale è la corona di gloria del solstizio d'inverno, la Pasqua invece invoca e annuncia primavera. La Pasqua è la festa della luce che infiamma di nuovo prepotente, della speranza che trova compimento, del seme che sboccia, dei profumi che tornano a far festa, del cibo che ritorna a essere colorato. Ogni paese del mondo come al solito ha un suo modo originale di gustare la festa.